I1GIS ROBERTO

ROBERTO I1GIS

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“Galeotto fu il libro….”: per me iniziò proprio così la passione per la radio. A 13 anni (era il ’61), su un libro di scuola, una foto di una valvola termoionica, con una breve descrizione di ciò che la sua invenzione aveva rappresentato, fu per me folgorante! Decisi che avrei frequentato l’istituto tecnico ad indirizzo Telecomunicazioni, al quale mi iscrissi l’anno successivo. Iniziai a leggere alcuni periodici dedicati all’elettronica, ed in particolare alla radio, riservati ai dilettanti. La prima realizzazione fu la radio a galena col suo tubicino di vetro e il baffo, sostituito poi da un OA81, aggiungendo in seguito una amplificazione BF con transistors OC71 e OC72 per ascoltare in altoparlante. Per l’antenna non c’era problema, fuori casa c’erano spazio e alberi; la terra era meno curata, una piastra metallica interrata, ma tanto i segnali erano forti. Ricordo che la sera sentivo anche molte stazioni straniere. Il primo trasmettitore (disturbatore) lo realizzai con un vibratore (campanello a 12V) alimentato da una batteria, in serie ad un circuito LC: lo provai un paio di volte, andando a sentire il disturbo nelle radio dei vicini di casa. A quei tempi (eravamo in campagna), ti dicevano anche bravo per il risultato, pur invitandoti a spegnerlo per poter ascoltare la radio! Con la radio di casa sentivo, la sera, in AM, i radioamatori locali in 80 metri e le loro descrizioni di apparati, antenne e prove varie. Sentivo anche i segnali telegrafici ma solo come “soffi”.

Il  primo acquisto  fu un ricevitore AR18 a cui modificai la sintonia per allargare la banda dei 40 metri (gli era dedicata quasi tutta la scala). Comprai da un rivenditore surplus un Tx  BC-459 credo, gli costruii un alimentatore ed un modulatore e fui pronto per uscire in AM ; qualche prova (qso) … la effettuai con successo! Nel frattempo, ad mio amico era venuta la stessa passione per le trasmissioni e, prese informazioni da un OM locale sul programma di esame, decidemmo di prepararci, da soli, per la prova di telegrafia. Per la prova scritta, i problemi erano minori: entrambi avevamo “visionato” molti schemi di radio, capendone l’essenziale, anche se non in modo approfondito, e per eventuali test di elettrotecnica, mi avrebbero potuto aiutare gli studi scolastici in corso (un quesito fu proprio la descrizione del funzionamento di un trasformatore).

Quasi ogni giorno, per tutta una estate, ci trovavamo per fare esercizi di telegrafia con un oscillofono ed un tasto verticale,  trasmettendo/ricevendo a turno gruppi di 5 caratteri, senza nessuna guida esperta, mirando al livello minimo richiesto,  40 car/minuto. Superato l’esame per la patente, pochi mesi dopo, compiuti i 18 anni, necessari per operare da una stazione propria, ebbi la licenza con l’attuale nominativo. Ero in zona 5, ma allora tutti i prefissi erano “I1”, tranne le isole. Mio padre mi aiutò, per l’acquisto di un ricevitore G4-214 nuovo; per il trasmettitore risistemai un G-222 semi smontato, preso da un OM locale, trovando i pezzi mancanti (ordinati alla “nota casa”, tramite un radioriparatore), e fui pronto per fare le cose sul serio. La voglia di parlare era tanta, usavo molto la fonia, ma mi resi subito conto delle possibilità della telegrafia che non abbandonai mai, anche se i  miei qso di allora erano quelli classici (rst, nome, qth,  pse qsl, saluti ). La banda dei 15 metri era aperta, con un semplice dipolo fold a sei metri da terra c’era da divertirsi! La mattina dovevo prendere il treno per andare a scuola, e a volte mi alzavo un poco prima per fare un qso; ricordo ancora l’emozione quando ad un mio CQ  in telegrafia, rispose un OM dalle Hawaii. Quelli sono i tempi della mia “nascita” come radioamatore. Nei quaranta e più anni seguenti, fino ad oggi, ci sono stati periodi in cui ho potuto più o meno essere attivo, causa QTH non sempre idoneo, ed anche dieci anni di inattività completa, nel periodo con i figli piccoli. Il mio lavoro è stato nel settore dell’elettronica digitale, quindi ben lontano dal mondo della radio. Ripresa l’attività, mi sono dedicato sia alla fonia che alla telegrafia, per poi optare, in modo pressochè esclusivo, per quest’ultima, usando vari tipi di tasto, verticale, bug, sideswiper, paddle e preferendo i qso in chiaro. Per superare l’ostacolo dei qso in chiaro, ai quali non ero abituato, di grande aiuto è stato   Oscar, I7OHP che ha avuto la pazienza di effettuare con me vari qso, incrementado un poco alla volta la velocità.