I2AZ GIUSEPPE

GIUSEPPE I2AZ

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Sono nato a Milano nel 1934, ho conseguito il diploma di Perito Industriale Tessile nel 1953 presso l’ Istituto Ettore Ponti di Gallarate, ho svolto il servizio di leva nel 1955 nell’ arma dell’ Aeronautica come Aiuto Marconista Radar Operatore. Congedato nel 1956 con il grado di aviere scelto, durante il servizio di leva, per ingannare la mortale noia di essere piantone al telefono, avevo comperato il famoso libro dell’ Ing. Ravalico ”Primo avviamento alla conoscenza della radio” cominciando ad avventurarmi nel fantastico mondo della radio.

Uno zio materno mi disse un giorno di possedere ancora del materiale radio con cui aveva costruito una radio a reazione nel lontano 1925, mi feci dare questo materiale e mi ripromisi che se fossi riuscito a costruire una radio funzionante sarei diventato un radio amatore.

La radio funziono’ al primo colpo, era il 1956 e a quei tempi esistevano le sezioni ARI ma non offrivano tutti quei servizi e i corsi d’ insegnamento che abbiamo oggi. Percio’ dovetti imparare la telegrafia, la radiotecnica e l’ elettronica da autodidatta.

Allora mi armai di santa pazienza e comincia a costruire un oscillofono fatto con una valvola, la famosa 6SN7, un doppio triodo robusto e poco costoso in cui una sezione provvedeva al raddrizzamento della tensione alternata di rete a 160 Volt per l’ anodica e l’ altra oscillava in bassa frequenza generando una nota pulita e stabile per l’ oscillofono.

Il tutto, montato su un telaietto di alluminio, era completato da una cuffia e da un tasto telegrafico.

Con questo oscillofono e un manualetto sull’ alfabeto Morse cominciai ad imparare la telegrafia, nel contempo studiavo la radiotecnica ma non sapendo quale libro esistesse per prepararmi all’ esame ministeriale, scelsi la strada piu’ difficile, comperai ”The Radioamateurs’ book” e studia su questo splendido libro.

Devo premettere che a quei tempi la licenza di trasmissione era divisa in tre classi cosi’ differenziate:
classe A: velocita’ 40 caratteri al minuto, potenza massima di trasmissione 50 Watt, costo 3.000 lire anno
classe B: velocita’ 60 caratteri al minuto, potenza massima di trasmissione 150 Watt, costo 4.000 lire anno
classe C: velocita’ 80 caratteri al minuto, potenza massima di trasmissione 300 Watt, costo 6.000 lire anno

Nel 1957 mi presentai all’ esame e passai lo scritto e la prova di telegrafia della classe A; ricordo ancora la domanda di esame:
Disegnate uno schema a blocchi di un trasmettotore in classe C.
Una domanda piu’ facile di questa non potevano formularla!

E poiche’ l’ appetito vien mangiando, mi ripresentai nel 1959 e, dando solo l’ esame di telegrafia per la classe C, e conseguii la mia seconda licenza di trasmissione.

A quei tempi, oltre alla licenza di trasmissione per radioamatori, vi era quella definita impropriamente ”Brevetto Internazionale” che abilitava ad operare su navi e presso stazioni radiotelegrafiche costiere ma rimando questo argomento ai radiotelegrafisti di bordo piu’ competenti di me sull’ argomento.

A quei tempi, pur vivendo il boom economico dell’ Italia nel dopoguerra, l’ acquisto di una stazione radio era assolutamente impensabile e ci si arrangiava con il surplus che a quei tempi era ancora presente sul mercato.
Io acquistai un vecchio R 1155 inglese, un ricevitore montato sui bombardieri Lancaster, dotato di quattro gamme d’ onda, lunghe, medie e due di onde corte in pratica copriva dai 200 kHz, per i radiofari, fino ai  18.500 kHz per le onde corte e che mi accompagno’ fino al 1965

Per il trasmettitore decisi di autocostruirmi il classico parallelo di 807, con modulatore a ”Portante controllata” perche’ costava poco, si costruiva in poche sere ed ero interessato solo alla telegrafia e non certo alla fonia.
Questo apparato mi e’ stato veramente di grandissimo aiuto per apprendere la nobile arte dell’ autocostruzione e lo conservo ancora con profondo affetto.

Dopo una vita di lavoro finalmente nel 1999 arrivai alla pensione e nel 2001, se non ricordo male, ottenni l’ ammissione all’ I.N.O.R.C. e l’ anno successivo la registrazione allo HSC.
Questo e’ quanto posso dire su come sono diventato OM e come sono rimasto tale per oltre 50 anni.
Auguro a tutti di potere coltivare un hobby per oltre 50 anni e, Dio piacendo, di continuare a coltivarlo per tanti anni ancora.

Giuseppe Alberti
i2AZ
I.N.O.R.C. 481
HSC 1829