Turbocisterna T/c “AGIP VENEZIA” c/s ICVZ
Le foto della stazione RT della T/c “AGIP VENEZIA” sono state gentilmente concesse dall’Ufficiale RT Giancarlo NICCOLI di Belvedere Marittimo (CS)
Foto 1
La Turbocisterna “AGIP VENEZIA” nominativo internazionale ICVZ è stata costruita nell’anno 1961 dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico – C.R.D.A. di Monfalcone con numero di costruzione 1866, la nave apparteneva alla tipologia delle Crude Oil Tanker ossia per il trasporto di greggio. Le caratteristiche della nave erano: Stazza lordaStazza lorda Una delle misure più frequentemente citate nella valutazione di un’imbarcazione è la sua stazza lorda (o GT, Gross Tonnage o Gross Register Tonnage GRT), comprendente tutti i volumi interni della nave, oltre a quelli utili per il trasporto delle merci e dei passeggeri, e quelli di servizio, gli spazi della sala macchina per il combustibile e così via. A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 di 30.696 tonstons Il termine "tons" è utilizzato per abbreviare l'unità di misura della tonnellata di stazza che non è una misura di peso ma di un volume. Una tonnellata di stazza infatti equivale a 2.83 metri cubi e l'abbreviazione "tons" sta appunto a indicare tonnellate nella radice "ton" e stazza nella successiva "s"., Stazza nettaStazza netta La Stazza netta esprime la capacità dei volumi di tutti gli spazi interni della nave utilizzabili per scopi commerciali (carico e passeggeri) si esprime in (NT o Net Tonnage). Non comprende quindi la parte di impianti, di servizi della nave, gli alloggi, le cisterne del bunker, le varie cale o magazzini e si misura dalla superficie interna dei locali. A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 17.922 tons, DislocamentoDislocamento + Il Dislocamento di una nave è la massa dell'acqua da essa spostata la quale, per il principio di Archimede, è uguale alla massa totale della nave stessa e, conseguentemente, i pesi dell'acqua e della nave si equivalgono. Il Dislocamento è quindi il peso reale della nave e si esprime in tonnellate, questa unità non va confusa con la tonnellata di stazza che è invece una misura di volume (una tonnellata di stazza è uguale a 2,83 metri cubi). Si possono fare due distizioni dicendo che esiste un Dislocamento a nave scarica che sarà appunto il "peso" della nave senza carico a bordo e di un Dislocamento massimo che sarà il "peso" della nave con il massimo carico che può prendere a bordo. 65.168 tonnellate Portata massimaPortata massima + Si definisce portata massima di una nave il peso massimo del carico che essa può imbarcare, questo dato si esprime in tonnellate. Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 51.305 tonnellate, Lunghezza fuori tuttoLunghezza fuori tutto + Con il termine lunghezza fuori tutto si indica la lunghezza massima dello scafo di una nave o più in generale di un natante, si misura tra il punto più estremo di prora e il punto più estremo di poppa ma non devono essere considerate le parti non strutturali smotabili come delfiniera, l'albero di bompresso, timone appeso, etc. Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 227.00 metri, Larghezza massima 31.13 metri, Pescaggio massimo 12.15 metri, Volume delle cisterne di carico 60.115 m3 . Apparato di propulsione costituito da un motore a vapore con turbina a doppia riduzione C.R.D.A. e 2 caldaie a tubi d’acqua con combustibile liquido, superficie di riscaldamento mq 2966 e tiraggio forzato, Potenza sviluppata 17300 Cavalli capaci di far raggiungere alla nave la velocità massima di 17 nodi. Armatore SNAM S.p.A – Milano.
Foto 2
La nave viene varata con una stazione completamente diversa da quella delle foto, si trattava di una stazione moderna per i primi anni 60 e totalmente composta da apparati della MAGNETI MARELLI tuttavia il tempo e lo sviluppo della tecnologia rendono necessario l’aggiornamento degli apparati in particolare per l’avvento della SSB per le comunicazioni RTF e per il serivizio TELEX/SITOR, gli apparati originali non avevano queste modalità che invece erano disponibili in alcuni degli apparecchi che verranno descritti nelle foto. L’apparato al centro del tavolo operatore, quello con il pannello frontale chiaro, e un ricevitore dell’HAGENUK modello EC958/5, a proposito degli apparati costruiti in Nord Europa è necessario dare un chiarimento, l’HAGENUK come del resto la MARCONI MARINE ed altri costruttori, talvolta montavano apparecchi costruiti da altri come in questo caso nel quale il costruttore dell’apparato è la EDDYSTONE inglese che forniva all’HAGENUK questo ricevitore marchiandolo come modello EC958/5 e alla MARCONI MARINE marchiati come “Nebula” ed “Argo”. Questo ricevitore risale ai primi anni ’70 ed è parzialmente sintetizzato attraverso il principio del Loop di Wadley a compensazione di frequenza. Questo RX copriva in continua da 10 kHz a 30 MHz nelle modalità CW, MCW, AM (DSB) ed SSB in A3A, A3H e A3J con possibilità di FSK (F1 ossia TELEX) (Fonte: Carlo Bramanti website). Molto probabilmente, per le caratteristiche di selettività, questo ricevitore veniva utilizzato per il traffico in grafia, sotto l’apparato si possono notare dei tasti telegrafici mentre sopra l’RX c’è un registratore per audiocassette suppongo per registrare comunicazioni in caso di cattive condizioni di propagazione. Sulla destra dell’HAGENUK appare un modernissimo ricevitore per quei tempi, si tratta del modello 3020A della ITT MACKAY (Marine Division), sicuramente questo era il ricevitore utilizzato per le conversazioni in radiotelefonia duplex, sotto l’apparato ci sono infatti dei filtri di reiezione per eliminare i rientri nelle comunicazioni FULL-DUPLEX essendo la frequenze della costiera e quella di trasmissione della nave al massimo distanti non più di 4/500 kc/s. Il ricevitore della ITT aveva la sintonia tramite contraves ed aveva una copertura da 15 kHz fino a 29.999 kHz, il ricevitore era a sintesi di frequenza in passi di 100 Hz e riceveva nelle modalità AM, LSB, USB, CW, (F1) disponeva di 4 filtri per selezionare la larghezza di banda più opportuna per la fonia o la grafia. Dalla parte opposta e sempre sul tavolo operatore si vede una centraliana tipica delle installazioni TELEMAR attraverso la quale era possibile effettuare varie commutazioni come la ricarica delle batterie, l’ascolto in altoparlante esterno, le conversazioni radiotelefoniche tramite cornetta telefonica, eventuali commutazioni per la tensione di emergenza ed altri servizi. A paratia si possono notare due orologi di stazione uno montato all’atto della costruzione ed è quello con i soli minuti rossi (minuti di silenzio per la grafia sulla 500), il secondo invece reca anche i minuti di silenzio per la fonia sulla 2182 kc/s, periodi di silenzio che nei primi anni 60 non erano previsti dalla Convenzione Internazionale per la Salvaguardia della Vita Umana in mare. Sempre a paratia, in corrispondenza del ricevitore della ITT un commutatore per le antenne di ricezione.
Foto 3
Nella foto 3 i trasmettitori di bordo, i primi due a partire dalla destra sono quelli installati originariamente, di sicuro il primo che è il Trasmettitore principale per la banda della 500 kc/s prodotto dalla MAGNETI MARELLI come modello TS40 la cui descrizione è visionabile su: https://trafficlist.inorc.it/marine-radios-magneti-marelli-mf-w-t-transmitter-mod-ts40/ il secondo TX, quello al centro, era il Trasmettitore radiotelegrafico principale per le Onde Corte bande dei 4, 6, 8, 12, 16, 22, 25 MHz prodotto dalla MARCONI ITALIANA del quale però in archivio non si dispone di materiale per identificarne il modello. Il TX sulla sinistra rappresenta invece la novità di cui accennavo nella descrizione della foto precedente, si tratta di un trasmettitore della ITT Marine a sintesi di frequenza. E’ un trasmettitore per Onde Medio Corte e Corte di potenza medio/alta, progettato principalmente per l’uso a bordo di navi il trasmettitore irradiava a banda laterale singola (USB). Il TX è di tipo lineare, pilotato da un’eccitatore dotato delle seguenti modalità di emissione: A3A, A3J e A3H oltre ad A1 e A3. Copertura di frequenza: 1,6-25 MHz, la potenza massima di uscita in O.C. circa 800 Watt in fonia e 500 Watt per la grafia, meno sulle frequenze più basse.
A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF – INORC 231
Si ringrazia per la collaborazione l’Ufficiale RT Aldo Cassetta – IK3OGG



