Turbocisterna T/c “ESSO TORINO” c/s IBET
Foto 1
Turbocisterna ESSO TORINO, nominativo internazionale IBET, costruita presso i Cantieri Riuniti di Ancona nel 1966 (costruzione n. 260).
Stazza lordaStazza lorda Una delle misure più frequentemente citate nella valutazione di un’imbarcazione è la sua stazza lorda (o GT, Gross Tonnage o Gross Register Tonnage GRT), comprendente tutti i volumi interni della nave, oltre a quelli utili per il trasporto delle merci e dei passeggeri, e quelli di servizio, gli spazi della sala macchina per il combustibile e così via.
A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231: 39.270 tonnellate
Stazza nettaStazza netta La Stazza netta esprime la capacità dei volumi di tutti gli spazi interni della nave utilizzabili per scopi commerciali (carico e passeggeri) si esprime in (NT o Net Tonnage). Non comprende quindi la parte di impianti, di servizi della nave, gli alloggi, le cisterne del bunker, le varie cale o magazzini e si misura dalla superficie interna dei locali.
A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231: 19.755 tonnellate
DislocamentoDislocamento + Il Dislocamento di una nave è la massa dell'acqua da essa spostata la quale, per il principio di Archimede, è uguale alla massa totale della nave stessa e, conseguentemente, i pesi dell'acqua e della nave si equivalgono. Il Dislocamento è quindi il peso reale della nave e si esprime in tonnellate, questa unità non va confusa con la tonnellata di stazza che è invece una misura di volume (una tonnellata di stazza è uguale a 2,83 metri cubi). Si possono fare due distizioni dicendo che esiste un Dislocamento a nave scarica che sarà appunto il "peso" della nave senza carico a bordo e di un Dislocamento massimo che sarà il "peso" della nave con il massimo carico che può prendere a bordo.: 66.740 tonnellate
Lunghezza fuori tuttoLunghezza fuori tutto + Con il termine lunghezza fuori tutto si indica la lunghezza massima dello scafo di una nave o più in generale di un natante, si misura tra il punto più estremo di prora e il punto più estremo di poppa ma non devono essere considerate le parti non strutturali smotabili come delfiniera, l'albero di bompresso, timone appeso, etc.
Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231: 245,10 m
Larghezza massima: 35,60 m
Pescaggio massimo: 16,60 m
L’apparato propulsore era costituito da una turbina a doppia riduzione, alimentata dal vapore prodotto da due caldaie a tubi d’acqua, con una potenza sviluppata di 23.000 CV. L’organo di propulsione era una singola elica.
Velocità alle prove: 16,50 nodi.
Unità gemella: Esso Milano.
Armatore: Esso Italia – Genova.
Ship manager: Esso Italia – Genova.
Foto 2
Foto panoramica della stazione radio che sarà descritta di seguito. Si tratta di un’installazione a rack, simile a quella presente su molte altre navi dello stesso periodo. L’intera stazione fu installata dalla S.I.R.M. (Società Italiana Radio Marittima), che oltre alla parte tecnica si occupava anche della gestione e liquidazione dei conti del traffico radio; il suo QRC era IU02. In questa foto si può osservare, sotto il piano del tavolo operatore, la presenza di tutti gli alimentatori degli apparati che verranno descritti nella foto successiva.
Foto 3
Nella foto sopra, nei due rack centrali si notano i due ricevitori Allocchio Bacchini modello AC16: l’apparato di destra è la versione con copertura delle Onde Lunghe e Medie, mentre quello di sinistra è il modello a copertura generale. Sotto quest’ultimo è visibile un pannello per la commutazione delle antenne di ricezione, dotato di altoparlante, probabilmente utilizzato per l’ascolto della nota telegrafica durante la trasmissione (side tone). Sempre nel rack del ricevitore di sinistra, il primo apparato partendo dall’alto è il commutatore per le antenne di trasmissione. Al di sotto è installato il trasmettitore di emergenza per la banda dei 500 kc/s, prodotto dalla IRME con sigla T50-7; sotto questo trasmettitore si trova il manipolatore automatico del segnale d’allarme per la banda dei 500 kc/s, sempre della IRME, modello AT-3. Nel rack più esterno a sinistra, l’apparato superiore è il trasmettitore radiotelegrafico principale per Onde Corte, modello IRME RT-400-OC. Sotto, in corrispondenza del piano del tavolo operatore, è installato il ricevitore automatico del segnale d’allarme sulla 500 kc/s, prodotto dalla Marconi Italiana, modello 3038/A. Nel rack del ricevitore di destra, sopra quest’ultimo, è installato il trasmettitore radiotelegrafico principale per la banda dei 500 kc/s, prodotto dalla IRME, modello RT-300-OM sotto il ricevitore è presente un pannello destinato a funzioni di commutazione. Nel rack esterno di destra è infine presente il ricetrasmettitore radiotelefonico in modulazione di ampiezza per Onde Medie e Onde Corte, della IRME, modello “SAGITTARIO”.
Foto 4
Nella foto 4 è visibile uno dei migliori radiogoniometri mai costruiti: si tratta di un sistema della Marconi Marine, prodotto con il nome LODESTAR. L’apparato era in grado di effettuare misure di rilevamento in modo automatico e poteva inoltre essere asservito alla bussola giroscopica per consentire la lettura diretta dei rilevamenti. Sulla sinistra si nota una ripetitrice della girobussola, mentre l’apparato sulla destra non è identificabile.
A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF – INORC 231



