Turbocisterna T/c “ESSO WINDSOR” c/s GWTY
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La turbocisterna “ESSO WINDSOR”, con nominativo internazionale GWTY, fu costruita per la Esso Petroleum Co. Ltd. di Londra dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone. La nave venne varata e consegnata nel 1958. Aveva una Stazza lordaStazza lorda Una delle misure più frequentemente citate nella valutazione di un’imbarcazione è la sua stazza lorda (o GT, Gross Tonnage o Gross Register Tonnage GRT), comprendente tutti i volumi interni della nave, oltre a quelli utili per il trasporto delle merci e dei passeggeri, e quelli di servizio, gli spazi della sala macchina per il combustibile e così via. A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 di 23.456 tonstons Il termine "tons" è utilizzato per abbreviare l'unità di misura della tonnellata di stazza che non è una misura di peso ma di un volume. Una tonnellata di stazza infatti equivale a 2.83 metri cubi e l'abbreviazione "tons" sta appunto a indicare tonnellate nella radice "ton" e stazza nella successiva "s". e una Stazza nettaStazza netta La Stazza netta esprime la capacità dei volumi di tutti gli spazi interni della nave utilizzabili per scopi commerciali (carico e passeggeri) si esprime in (NT o Net Tonnage). Non comprende quindi la parte di impianti, di servizi della nave, gli alloggi, le cisterne del bunker, le varie cale o magazzini e si misura dalla superficie interna dei locali. A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 di 12.596 tons, con un dislocamentoDislocamento + Il Dislocamento di una nave è la massa dell'acqua da essa spostata la quale, per il principio di Archimede, è uguale alla massa totale della nave stessa e, conseguentemente, i pesi dell'acqua e della nave si equivalgono. Il Dislocamento è quindi il peso reale della nave e si esprime in tonnellate, questa unità non va confusa con la tonnellata di stazza che è invece una misura di volume (una tonnellata di stazza è uguale a 2,83 metri cubi). Si possono fare due distizioni dicendo che esiste un Dislocamento a nave scarica che sarà appunto il "peso" della nave senza carico a bordo e di un Dislocamento massimo che sarà il "peso" della nave con il massimo carico che può prendere a bordo. pari a 36.636 tonnellate. Le sue dimensioni principali erano: lunghezza fuori tuttoLunghezza fuori tutto + Con il termine lunghezza fuori tutto si indica la lunghezza massima dello scafo di una nave o più in generale di un natante, si misura tra il punto più estremo di prora e il punto più estremo di poppa ma non devono essere considerate le parti non strutturali smotabili come delfiniera, l'albero di bompresso, timone appeso, etc. Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 di 211 metri, larghezza massima di 27,5 metri e immersione a pieno carico di 16 metri.
L’apparato motore era costituito da due turbine a vapore De Laval, collegate a un unico asse, capaci di sviluppare una potenza complessiva di 17.600 CV. Le turbine erano alimentate da due caldaie a tubi d’acqua e azionavano un sistema propulsivo a singola elica. La stazione radio di bordo era equipaggiata interamente con apparati prodotti dalla Marconi Marine inglese (MIMCo.).
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Al centro dell’immagine è visibile il ricevitore principale, il modello ATALANTA, caratterizzato da una copertura continua di frequenza da 15 kHz a 28 MHz suddivisa in 10 bande, con funzionamento nelle modalità A1 e A3 (Modulazione di Ampiezza). Alla sinistra dell’ATALANTA si trova il ricevitore di emergenza sulla frequenza di 500 kc/s, identificato come modello ALERT (Type 119). Questo apparato, che di fatto rappresentava il secondo ricevitore installato a bordo, era progettato per essere alimentato direttamente dalla tensione delle batterie. In origine era in grado di ricevere esclusivamente sulla frequenza di 500 kc/s, ma nel corso del tempo fu completamente modificato per operare anche nelle bande HF, analogamente alla maggior parte dei ricevitori di emergenza successivi.
Sul lato destro del ricevitore principale è montato il manipolatore automatico del segnale d’allarme per la frequenza di 500 kc/s, il modello “AUTOKEY Emergency Alarm Keyer”. In corrispondenza dell’ATALANTA, ma fissati alla paratia, si trovano invece diversi elementi: nella parte inferiore un commutatore per le antenne di ricezione, sopra di esso un altoparlante esterno e, più in alto, l’orologio di stazione che indica i minuti di silenzio previsti per la frequenza dei 500 kc/s.
Sul bordo della scrivania si distingue il grande tasto verticale Marconi, modello 365, in una delle numerose versioni prodotte. Nell’angolo sinistro del tavolo è installato il grande ricevitore Dynatron 2235 della MIMCo., un apparecchio con copertura di frequenza da 1,5 a 30 MHz suddivisa in tre bande, commercializzato dalla Marconi International Marine come ricevitore destinato all’intrattenimento di bordo. Poiché il Dynatron 2235 non faceva parte della dotazione radio di base della nave, il suo acquisto era a discrezione dell’armatore e veniva contabilizzato come spesa separata. Il radiotelegrafista, una volta selezionato il programma, provvedeva poi a diffonderlo tramite il sistema di amplificazione (PA) della nave.
Accanto al Dynatron è presente un ulteriore dispositivo che sembra essere un registratore a bobine che con ogni probabilità, era destinato alla registrazione dei programmi radio e alla distribuzione di musica registrata attraverso gli altoparlanti collocati nei diversi spazi di intrattenimento della nave.
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La fotografia viene descritta partendo dal lato sinistro. Nell’angolo del tavolo dell’operatore è installato il trasmettitore principale della nave, il modello OCEANSPAN, un apparato unico capace di operare in grafia sulla banda dei 500 kc/s e sia in fonia sia in grafia sulle bande dei 2, 4, 6, 8, 12, 16 e 22 MHz, grazie all’impiego di quarzi. Fissato alla parete si nota inoltre il grande commutatore destinato alla selezione delle antenne di trasmissione.
Procedendo verso destra rispetto all’OCEANSPAN si incontrano il dispositivo per l’alimentazione di emergenza e il caricabatterie; subito dopo è collocato il trasmettitore di emergenza per la frequenza dei 500 kc/s, il modello RELIANCE. Questo trasmettitore era in grado di fornire una potenza di circa 100 Watt in CW sulle frequenze di 410, 425, 454, 468, 480, 500 e 512 kc/s, che rappresentavano le frequenze assegnate alle stazioni di bordo dalle Convenzioni Internazionali. A seguire è presente il ricevitore del segnale di autoallarme sulla 500 kc/s, identificato come modello “Seaguard Auto Alarm”.
Foto 4
Nella fotografia è visibile l’ampio Ponte di Comando, con la parte posteriore destinata a sala nautica, dove si trova un grande tavolo da carteggio. Nell’immagine si distinguono diversi strumenti utilizzati per la conduzione della navigazione. Partendo da sinistra si nota un radiogoniometro Marconi Marine; subito dopo è presente un solcometro – tachimetro utilizzato per determinare la velocità della nave e la distanza percorsa (cammino). Seguono un registratore di rotta, quindi un inclinometro e un barometro, strumento in grado di fornire anche indicazioni relative all’umidità e alla temperatura. Accanto si trova un quadro elettrico per il comando dei fanali di navigazione e, infine, uno scandaglio Marconi Marine modello SEAGRAPH III.
A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF – INORC 231



