VLCC “BRAZILIAN MARINA” c/s 5LVZ
Le foto della stazione radio della VLCC “BRAZILIAN MARINA” sono state gentilmente concesse dall’Ufficiale RT Giuseppe SERPE e risalgono al 1987, durante il suo secondo imbarco sulla stessa unità. Successivamente la nave fu venduta a una compagnia norvegese. Il primo imbarco di Giuseppe SERPE sulla “BRAZILIAN MARINA” si era svolto nel 1986 e aveva avuto una durata di sei mesi. Queste immagini rappresentano anche le sue ultime come marconista di bordo, poiché, dopo lo sbarco dalla superpetroliera e un incarico da trimestrale , nel 1988 entrò a far parte di Roma Radio.
Foto 1
La turbocisterna VLCC (Very Large Crude Carrier) “BRAZILIAN MARINA”, nominativo internazionale 5LVZ, fu costruita nel 1976 presso i cantieri Verolme Dok- & Scheepsbouw Mij di Rozenburg (Paesi Bassi).
Si trattava di una superpetroliera VLCC destinata al trasporto di greggio (crude oil).
Caratteristiche principali:
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Stazza lordaStazza lorda Una delle misure più frequentemente citate nella valutazione di un’imbarcazione è la sua stazza lorda (o GT, Gross Tonnage o Gross Register Tonnage GRT), comprendente tutti i volumi interni della nave, oltre a quelli utili per il trasporto delle merci e dei passeggeri, e quelli di servizio, gli spazi della sala macchina per il combustibile e così via.A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231: 150.517 tonnellate
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Stazza nettaStazza netta La Stazza netta esprime la capacità dei volumi di tutti gli spazi interni della nave utilizzabili per scopi commerciali (carico e passeggeri) si esprime in (NT o Net Tonnage). Non comprende quindi la parte di impianti, di servizi della nave, gli alloggi, le cisterne del bunker, le varie cale o magazzini e si misura dalla superficie interna dei locali.A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231: 126.406 tonnellate
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DislocamentoDislocamento + Il Dislocamento di una nave è la massa dell'acqua da essa spostata la quale, per il principio di Archimede, è uguale alla massa totale della nave stessa e, conseguentemente, i pesi dell'acqua e della nave si equivalgono. Il Dislocamento è quindi il peso reale della nave e si esprime in tonnellate, questa unità non va confusa con la tonnellata di stazza che è invece una misura di volume (una tonnellata di stazza è uguale a 2,83 metri cubi).: 319.226 tonnellate
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Lunghezza fuori tutto: 353 m
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Larghezza massima: 55,40 m
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Immersione massima: 28,55 m
L’apparato propulsore era costituito da due turbine General Electric, accoppiate su singolo asse, alimentate da due caldaie a tubi d’acqua, in grado di sviluppare una potenza complessiva di 36.000 CV, consentendo una velocità massima di 15,75 nodi, con un’unica elica.
La nave disponeva inoltre di tre alternatori per la produzione di energia elettrica (1.400 kW, 1.200 kW e 600 kW).
In condizioni di zavorra poteva imbarcare, in 11 casse dedicate, circa 35.000 tonnellate di acqua.
Armatore: International Bulkers Corp.
In occasione dell’inserimento della nave nel nostro Archivio storico, è utile chiarire la distinzione tra le categorie VLCC e ULCC.
Le VLCC (Very Large Crude Carrier) comprendono petroliere con portata lorda (DWT) compresa tra 250.000 e 350.000 tonnellate, mentre le ULCC (Ultra Large Crude Carrier) includono unità con Dislocamento superiore alle 350.000 tonnellate, fino a circa 500.000 tonnellate o oltre.
Dopo gli anni ’70, le ULCC non furono più costruite a causa degli elevati costi di esercizio e della difficoltà nel garantire carichi adeguati. Oggi le moderne superpetroliere raramente superano le 280.000–300.000 tonnellate di Dislocamento, una dimensione ritenuta più equilibrata tra esigenze commerciali e costi gestionali.
Foto 2
Nella foto l’Ufficiale RT Giuseppe Serpe è impegnato nel servizio di ascolto sulla frequenza di 500 kc/s. La nave era equipaggiata con una stazione radio MARCONI MARINE, configurata secondo lo standard tipico dell’epoca: una console comprendente i ricevitori e i dispositivi di emergenza, affiancata da due trasmettitori ad alta potenza modello “CONQUEROR SD”, capaci di garantire collegamenti affidabili su lunghe distanze.
Nella console erano installati due ricevitori MARCONI MARINE modello “APOLLO”, apparati tecnologicamente avanzati per l’epoca, dotati di lettura digitale della frequenza e di due VFO indipendenti, di cui uno stabilizzato mediante cristallo termostatato. Sotto il ricevitore principale, collocato al centro della console, è visibile una centralina con funzione di phone patch, che consentiva l’instradamento delle comunicazioni radiotelefoniche verso alcuni locali della nave. La stessa unità permetteva inoltre diverse commutazioni per servizi accessori, tra cui la selezione del tasto telegrafico sui vari trasmettitori e altre funzioni operative.
Il ricevitore di destra poteva essere alimentato anche dalla linea di emergenza e veniva generalmente impiegato per il continuo ascolto sulla frequenza internazionale di soccorso di 500kc/s, mentre il ricevitore principale era dedicato alle attività di routine: ricezione dei bollettini meteorologici, avvisi ai naviganti, liste traffico ed espletamento del traffico radiotelegrafico e radiotelefonico, nonché alla sintonizzazione delle stazioni corrispondenti.
Proseguendo nella descrizione degli apparati, sotto l”APOLLO” di destra sono installati il ricevitore automatico del segnale d’allarme per la 500 kc/s, modello “LIFEGUARD II”, e, inferiormente, il manipolatore automatico del segnale d’allarme modello “AUTOKEY II”.
Sulla paratia posteriore, parzialmente visibile, si trova il commutatore per le antenne di trasmissione sempre della MARCONI. Alle spalle dell’Ufficiale RT è installato uno dei due trasmettitori “CONQUEROR SD”, che verrà descritto più dettagliatamente nella foto successiva; più a destra, sempre a paratia, è montato un apparato VHF MARCONI modello “ARGONAUT S”.
I certificati appesi alla parete comprendono la “Licenza di Esercizio Radioelettrico” e il “Certificato di Sicurezza Radiotelegrafica e Radiotelefonica”, quest’ultimo rilasciato a seguito di ispezioni periodiche finalizzate a verificare l’efficienza dell’intera stazione radio e delle dotazioni portatili riportate in licenza.
Foto 3
In questa immagine è visibile, come ultimo apparato della console, il trasmettitore d’emergenza per la banda dei 500 kc/s, modello “SALVOR III”, in grado di operare sulle frequenze di 410, 425, 454, 468, 480, 500 e 512 kHz, con una potenza d’uscita di 70 W. Al di sotto dell’apparato è installato il pannello dedicato alla ricarica delle batterie per l’ alimentazione di emergenza.
Accanto al marconista sono presenti due apparecchi telefonici: il primo, di colore marrone e privo di disco combinatore, aveva la cornetta collegata direttamente agli apparati radio per consentire le comunicazioni radiotelefoniche; il secondo era invece destinato alle comunicazioni interne con i vari locali della nave.
Alle spalle dell’OM Giuseppe Serpe si distingue il secondo trasmettitore “CONQUEROR SD”. Sulle navi adibite al lungo corso, a partire dagli anni ’70, era piuttosto comune installare due trasmettitori analoghi: la ridondanza costituiva infatti un importante fattore di sicurezza operativa. In caso di avaria di uno dei due apparati, era possibile proseguire le comunicazioni utilizzando l’altro. Normalmente i trasmettitori venivano impiegati in modo alternato, così da garantirne l’efficienza e l’affidabilità nel tempo. Una stazione radio composta esclusivamente da apparati di produzione MARCONI MARINE rappresentava inoltre una garanzia sotto il profilo manutentivo: la capillare presenza di uffici tecnici e centri assistenza Marconi nei principali porti del mondo consentiva interventi rapidi e una facile reperibilità dei ricambi, qualora non disponibili a bordo.
Di seguito le caratteristiche dei trasmettitori CONQUEROR SD:
Modi di emissione:
A1 – Continuous Wave (CW) – Radiotelegrafia a interruzione di portante
A2H – Modulated Continuous Wave (MCW) – Radiotelegrafia con nota modulata
A3H – Compatible SSB – Modulazione di Ampiezza
A3A – SSB with reduced carrier – Banda laterale unica con onda portante ridotta
A3J – SSB upper sideband only with suppressed carrier – Banda laterale unica superiore con onda portante soppressa (USB)
F1 – Frequency Shift keying (Come option) – Modulazione a due frequenze audio shiftate (RTTY).
Range di frequenza: Copertura di tutte le bande marine da 405 kHz a 525 KHz e da 1.6 a 26 MHz (commutabili in 12 sub-bande).
Frequenze preprogrammate: 410, 425,454,468, 480, 500, 512 and 2182 KHz.
Banda coperta in Onde Medie
1605 to 3800 kHz
Bande coperte in HF
44063-4231 kHz
6200-6345 kHz
8195-‘8459 kHz
12330-12689 kHz
16460-16917 kHz
22000-22374 kHz
25070·25110 kHz
RF Power:
| MF CW (da 405 a 525 kHz) | In modalità A1 500 Watt In modalità A2H 320 Watt |
| MF SSB (da 1.6 a 3.8 MHz) | Limitata a 400 watts PEP per tutte le modalità di emissione |
| HF (da 4 a 25 MHz) | Potenza in modalità A1
1500 Watt da 4 a 6 MHz |
| HF (4 to 25 MHz) | Potenza in modalità A3J
1500 Watt PEP sui 4, 6, 8 e 12 MHz |
Controllo della frequenza di emissione: la frequenza veniva generata tramite un sintetizzatore di frequenza a cristalli che consentiva il funzionamento su qualsiasi frequenza marina senza bisogno di cristalli aggiuntivi. Un unico oscillatore master a temperatura controllata forniva la frequenza di riferimento a 5 MHz. Quando nel trasmettitore veniva utilizzata un’unità sintetizzata, l’apparato assumeva il nome di “CONQUEROR SD”.
Alimentazione: da 107.5 a 120 Volt 50 to 60 Hz. Potenza assorbita 3,9 kVA. Il Conqueror poteva essere alimentato anche con la tensione di 220-250 V o 380-440 V 3-fase AC tramite trasformatore esterno dedicato.
Peso 214 kg incluso il gruppo alimentatore il cui peso era di 101 kg.
Anno di produzione, a partire dal 1975
A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF – INORC 231



