Motonave M/n “CAPRICORNUS” c/s IBUB
Le foto della stazione RT della M/n “CAPRICORNUS ” sono state gentilmente concesse dall’Ufficiale radiotelegrafista Ferdinando VITIELLO di Torre del Greco (NA), foto scattate durante il suo periodo di servizio sulla motonave.
Foto 1
La M/n “CAPRICORNUS” è una Bulk carrier costruita nel 1978 dalla FINCANTIERI SESTRI – GENOVA, ITALY. Stazza lordaStazza lorda Una delle misure più frequentemente citate nella valutazione di un’imbarcazione è la sua stazza lorda (o GT, Gross Tonnage o Gross Register Tonnage GRT), comprendente tutti i volumi interni della nave, oltre a quelli utili per il trasporto delle merci e dei passeggeri, e quelli di servizio, gli spazi della sala macchina per il combustibile e così via.A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 43.957 tonstons Il termine "tons" è utilizzato per abbreviare l'unità di misura della tonnellata di stazza che non è una misura di peso ma di un volume. Una tonnellata di stazza infatti equivale a 2.83 metri cubi e l'abbreviazione "tons" sta appunto a indicare tonnellate nella radice "ton" e stazza nella successiva "s"., Stazza nettaStazza netta La Stazza netta esprime la capacità dei volumi di tutti gli spazi interni della nave utilizzabili per scopi commerciali (carico e passeggeri) si esprime in (NT o Net Tonnage). Non comprende quindi la parte di impianti, di servizi della nave, gli alloggi, le cisterne del bunker, le varie cale o magazzini e si misura dalla superficie interna dei locali.A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 25.111 tons, DislocamentoDislocamento + Il Dislocamento di una nave è la massa dell'acqua da essa spostata la quale, per il principio di Archimede, è uguale alla massa totale della nave stessa e, conseguentemente, i pesi dell'acqua e della nave si equivalgono. Il Dislocamento è quindi il peso reale della nave e si esprime in tonnellate, questa unità non va confusa con la tonnellata di stazza che è invece una misura di volume (una tonnellata di stazza è uguale a 2,83 metri cubi). Si possono fare due distizioni dicendo che esiste un Dislocamento a nave scarica che sarà appunto il "peso" della nave senza carico a bordo e di un Dislocamento massimo che sarà il "peso" della nave con il massimo carico che può prendere a bordo. 81.778 tonnellate. Lunghezza fuori tuttoLunghezza fuori tutto + Con il termine lunghezza fuori tutto si indica la lunghezza massima dello scafo di una nave o più in generale di un natante, si misura tra il punto più estremo di prora e il punto più estremo di poppa ma non devono essere considerate le parti non strutturali smotabili come delfiniera, l'albero di bompresso, timone appeso, etc.Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 259 metri, Larghezza massima 32, 3 metri, Immersione a pieno carico 19,21 metri. Apparato di propulsione costituito da un motore diesel G.M.T. (Grandi Motori Trieste) 7 cilindri (900mm x 1600 mm) capace di sviluppare una potenza di 20.300 CV, organi di propulsione un’elica, la nave era in grado di raggiungere una velocità massima di 17,4 nodi. Armatore: Sidermar di Navigazione S.p.A. Genova.
Foto 2
Nella foto l’Ufficiale RT Ferdinando Vitiello in servizio di ascolto sulla 500 kc/s, la nave era dotata di due ricevitori della MARCONI MARINE modello APOLLO, si tratta di due RX tecnologicamente avanzati per quegli anni con lettura digitale della frequenza tramite nixie e due VFO indipendenti di cui uno stabilizzato tramite Cristallo riscaldato. Sopra ciascun ricevitore sono installati dei filtri di reiezione per evitare il rientro della trasmissione nel ricevitore durante le comunicazione in full-duplex come nei collegamenti radiotelefonici, tra i due ricevitori appare una centralina con funzione di phone patch e che permetteva di poter stabilire collegamenti in RTF da altri locali della nave; questa centralina permetteva anche di effettuare delle commutazioni per servizi accessori come quella di commutare il tasto telegrafico sui vari trasmettitori e altro. Sulla paratia dietro i ricevitori appare in vista parziale l’orologio di stazione con i minuti di silenzio per la grafia e la fonia, sotto l’orologio appare un pannello, si tratta del commutatore a penzoli per le antenne di ricezione, sul tavolo c’è un altoparlante probabilmente per l’ascolto della nota di sidetone durante la trasmissione in telegrafia, sotto la mensola, parzialmente visibile, appare un tasto telegrafico della MARCONI MARINE, si tratta del modello Type: 365EZ e in fondo un apparecchio telefonico sul quale era convogliato l’audio da un ricevitore e collegato a uno dei due trasmettitori per la trasmissione in radiotelefonia, alla commutazione del ricevitore e del trasmettitore sul microtelefono si provvedeva tramite la centralina descritta in precedenza. Sul tavolo blu alle spalle dell’Ufficiale marconista vicino alla torcia c’è un apparato della IRME poco visibile, probabilmente si tratta di un apparato per la radiotelefonia in Onde Medie forse il modello potrebbe essere il “LINCE” che veniva utilizzato in caso di emergenza in quanto alimentato dalla batteria. Nella foto successiva oltre all’orologio standard con i minuti di silenzio appare un secondo orologio e questo perchè l’orologio di servizio con i minuti di SP era sempre regolato sull’ora GMT o UTC mentre il secondo orologio era regolato sull’ora del fuso nel quale la nave si trovava a navigare.
Foto 3
In questa foto si descrivono gli apparati posti sulla paratia in fondo alla stazione radio ossia nella zona riservata ai trasmettitori, innanzitutto guardando sulla destra appare un apparato più piccolo di cui sono visibili solo una manopola nera e uno strumento, si tratta del Trasmettitore radiotelegrafico di emergenza di produzione IRME, sopra questo apparato, in alto fissato a paratia, il grosso commutatore per le antenne di trasmissione della MARCONI MARINE Inglese. Ora al centro della paratia sono installati i due grossi trasmettitori principali. Sulle navi adibite al Lungo Corso dopo gli anni 70 era abbastanza frequente trovare due trasmettitori simili perchè la ridondanza era anche un modo per aumentare la sicurezza e soprattutto, per navi su rotte lontane, in caso di avaria di uno dei due TX, esisteva la possibilità di continuare a comunicare tramite l’altro apparato a disposizione, in genere questi apparati venivano usati alternativamente garantendone il funzionamento attraverso l’uso. Nel caso della “CAPRICORNUS” per i non addetti ai lavori la stazione era quasi esclusivamente “Made in England” la maggior parte degli apparati erano di produzione della MARCONI MARINE i cui uffici e tecnici erano sparsi in tutti i porti del globo e facilmente erano reperibili ovunque le parti di ricambio qualora non disponibili a bordo. I due Trasmettitori principali erano due “CONQUEROR SD”; essi avevano le seguenti caratteristiche:
Modi di emissione:
A1 – Continuous Wave (CW) – Radiotelegrafia a interruzione di portante
A2H – Modulated Continuous Wave (MCW) – Radiotelegrafia con nota modulata
A3H – Compatible SSB – Modulazione di Ampiezza
A3A – SSB with reduced carrier – Banda laterale unica con onda portante ridotta
A3J – SSB upper sideband only with suppressed carrier – Banda laterale unica superiore con onda portante soppressa (USB)
F1 – Frequency Shift keying (Come option) – Modulazione a due frequenze audio shiftate (RTTY).
Range di frequenza: Copertura di tutte le bande marine da 405 kHz a 525 KHz e da 1.6 a 26 MHz (commutabili in 12 sub-bande).
Frequenze preprogrammate: 410, 425,454,468, 480, 500, 512 and 2182 KHz.
Banda coperta in Onde Medie
1605 to 3800 kHz
Bande coperte in HF
44063-4231 kHz
6200-6345 kHz
8195-‘8459 kHz
12330-12689 kHz
16460-16917 kHz
22000-22374 kHz
25070·25110 kHz
RF Power:
| MF CW (da 405 a 525 kHz) | In modalità A1 500 Watt In modalità A2H 320 Watt |
| MF SSB (da 1.6 a 3.8 MHz) | Limitata a 400 watts PEP per tutte le modalità di emissione |
| HF (da 4 a 25 MHz) | Potenza in modalità A1
1500 Watt da 4 a 6 MHz |
| HF (4 to 25 MHz) | Potenza in modalità A3J
1500 Watt PEP sui 4, 6, 8 e 12 MHz |
Controllo della frequenza di emissione: la frequenza veniva generata tramite un sintetizzatore di frequenza a cristalli che consentiva il funzionamento su qualsiasi frequenza marina senza bisogno di cristalli aggiuntivi. Un unico oscillatore master a temperatura controllata forniva la frequenza di riferimento a 5 MHz. Quando nel trasmettitore veniva utilizzata un’unità sintetizzata, l’apparato assumeva il nome di “CONQUEROR SD”.
Alimentazione: da 107.5 a 120 Volt 50 to 60 Hz. Potenza assorbita 3,9 kVA. Il Conqueror poteva essere alimentato anche con la tensione di 220-250 V o 380-440 V 3-fase AC tramite trasformatore esterno dedicato.
Peso 214 kg incluso il gruppo alimentatore il cui peso era di 101 kg.
Anno di produzione, a partire dal 1975
A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF – INORC 231



