Motonave M/n “GEMMA” c/s INQG
Foto 1 (questa immagine della motonave è stata rielaborata da un software di I.A. usando una vecchia foto molto rovinata che sembra essere l’ unica immagine reperibile della “GEMMA”)
La Motonave “GEMMA”, nominativo internazionale INQG, era una nave da carico per merci varie, costruita nel 1961 dai Cantieri Navali Cassaro di Messina.
La nave aveva una stazza lordaStazza lorda Una delle misure più frequentemente citate nella valutazione di un’imbarcazione è la sua stazza lorda (o GT, Gross Tonnage o Gross Register Tonnage GRT), comprendente tutti i volumi interni della nave, oltre a quelli utili per il trasporto delle merci e dei passeggeri, e quelli di servizio, gli spazi della sala macchina per il combustibile e così via.A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 di 1.599 tonstons Il termine "tons" è utilizzato per abbreviare l'unità di misura della tonnellata di stazza che non è una misura di peso ma di un volume. Una tonnellata di stazza infatti equivale a 2.83 metri cubi e l'abbreviazione "tons" sta appunto a indicare tonnellate nella radice "ton" e stazza nella successiva "s"., una stazza nettaStazza netta La Stazza netta esprime la capacità dei volumi di tutti gli spazi interni della nave utilizzabili per scopi commerciali (carico e passeggeri) si esprime in (NT o Net Tonnage). Non comprende quindi la parte di impianti, di servizi della nave, gli alloggi, le cisterne del bunker, le varie cale o magazzini e si misura dalla superficie interna dei locali.A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 di 911 tons e un dislocamentoDislocamento + Il Dislocamento di una nave è la massa dell'acqua da essa spostata la quale, per il principio di Archimede, è uguale alla massa totale della nave stessa e, conseguentemente, i pesi dell'acqua e della nave si equivalgono. Il Dislocamento è quindi il peso reale della nave e si esprime in tonnellate, questa unità non va confusa con la tonnellata di stazza che è invece una misura di volume (una tonnellata di stazza è uguale a 2,83 metri cubi). Si possono fare due distizioni dicendo che esiste un Dislocamento a nave scarica che sarà appunto il "peso" della nave senza carico a bordo e di un Dislocamento massimo che sarà il "peso" della nave con il massimo carico che può prendere a bordo. di 3.157 tonnellate. Le sue dimensioni principali erano: lunghezza fuori tuttoLunghezza fuori tutto + Con il termine lunghezza fuori tutto si indica la lunghezza massima dello scafo di una nave o più in generale di un natante, si misura tra il punto più estremo di prora e il punto più estremo di poppa ma non devono essere considerate le parti non strutturali smotabili come delfiniera, l'albero di bompresso, timone appeso, etc.Alfredo De Cristofaro IK6IJF - INORC 231 di 99 metri, larghezza alla sezione maestra di 14,2 metri e immersione massima di 5,20 metri.
L’apparato propulsore era costituito da un motore diesel a 6 cilindri (d 450 mm × cs 750 mm), con una potenza di 1.520 CV, in grado di sviluppare una velocità di esercizio di 13 nodi (Ansaldo Stabilimento Meccanico).
La nave era impiegata su rotte tra Italia e Africa Occidentale.
Armatore: “Transmare” Società di Navigazione e Commercio, con sede a Messina.
Foto 2
La Motonave “GEMMA”, essendo un’unità di stazza lorda inferiore alle 1.600 tonnellate, era obbligata a disporre a bordo del solo impianto radiotelefonico per le bande delle onde ettometriche e decametriche.
Su navi di questo tipo, la stazione radio era generalmente costituita da una cabina di piccole dimensioni; in alternativa, gli apparati venivano installati nella sala nautica.
L’apparato radiotelefonico principale era il modello “SATURNO” di produzione IRME, con l’aggiunta, nella parte superiore, del modulo “ANTARES”. Il SATURNO era un ricetrasmettitore (RTX) radiotelefonico in modulazione di ampiezza (A3). La struttura dell’apparato, partendo dal basso, comprendeva un modulo alimentatore, seguito dal ricevitore per le bande dei 4, 6, 8, 12, 16 e 22 MHz, oltre a una banda per le Onde Medie con copertura da 1,5 a 3 MHz. Sopra il ricevitore erano installati il modulatore e lo stadio finale, nel quale venivano montati i quarzi per le varie frequenze di lavoro assegnate alla nave, sia sulle bande alte (HF) sia sulle bande basse (Onde Medie e 2182 kHz).
Al di sopra del modulo finale del SATURNO è visibile l’ANTARES, un ricetrasmettitore indipendente, verosimilmente utilizzato come apparato di emergenza. In ricezione, l’ANTARES copriva le seguenti bande a sintonia libera:
- da 525 a 1605 kHz
- da 1.600 a 2.850 kHz
- da 8 a 9 MHz
L’ANTARES poteva trasmettere su cinque frequenze quarzate, tra cui la 2182 kHz. Sul cielo della stazione radio si notano le due linee d’antenna, separate, in uscita dai trasmettitori.
Sul piano del tavolo è visibile il radiogoniometro Marconi Italiana mod. 3/3/S-3, con copertura di frequenza da 150 a 600 kHz. La nave disponeva quindi di un apparato per la navigazione radioelettrica, che all’epoca rappresentava un sistema prezioso per la determinazione del punto nave. Le problematiche della navigazione radiogoniometrica, come la semiconvergenza dei meridiani e l’effetto costa, saranno trattate in un capitolo a parte, poiché richiedono alcuni semplici calcoli prima del tracciamento dei rilevamenti sulla carta nautica.
A paratia si notano le scatole di alimentazione degli apparati e un commutatore per l’alimentazione di emergenza.
A cura di Alfredo De Cristofaro IK6IJF – INORC 231



